martedì 10 settembre 2024

Autunno

Nella speranza infatti siamo stati salvati. 
(Paolo di Tarso, Romani 8:24)

Certo è l'arrivo
dei giorni effimeri,
ancor di più dei giorni oscuri.

Per ciò provo ad accumulare
ogni istante di gioia e felicità:
costruire un granaio di riconoscenza,
ammassare speranza
pronunciando ogni giorno
la sola parola che conta:
vita.

Jonathan S. Benatti - 10/09/2024

lunedì 22 luglio 2024

Mappa del cielo

Distogli lo sguardo da me.
Il mio compito non è
d'essere una stella fissa,
ma d'insegnarti a guardare il cielo
perché tu possa orientarti.

Cercherò d'esser sempre
un piccolo telescopio portatile
attraverso il quale 
tu possa meglio scrutare gli spazi immensi.

Sarò trasparente, 
sarò un oggettino da tenere alla cintura
come gli strumenti d'uso quotidiano:
silenzioso, utile,
la cui mancanza avvertirai solo quando
sarò smarrito o lasciato sul tavolo.

Ecco cosa voglio essere per te:
una lente che ti permetta
di cogliere mistero e splendore.

Tu costruirai, camminando,
le tue mappe ed effemeridi.

Jonathan Simone Benatti - 22/07/2024

mercoledì 17 luglio 2024

Salmo del quotidiano

 

Geh aus, mein Herz, und suche Freud

in dieser lieben Sommerzeit

an deines Gottes Gaben – P. Gerhardt

 

Il lamento, come l’inno di gioia,

è più facile da cantare.

Voglio invece intonare

Il salmo della quotidianità

 

E trovare

 

Nel fiore del campo

Nell’alba leggera

Nel rito domestico

Nella sabbia sotto i piedi

Nella ripetizione di gesti, di mani e di sguardi,

Nelle smorfie

 

La fonte inesausta di questa elementare melodia.

 

Attraverso la fede

Si scorge il visibile

Inondato dalla luce

Del visibile trasfigurato

(e le sue vesti divennero splendenti).

 

La fede preme sul cuore,

lo costringe a cantare

sempre

a solfeggiare motivetti lieti e orecchiabili,

a cantare come fanciulli:

 

consapevoli dei pericoli

ma, ancor più;

afferrati dalla bellezza consueta

del mondo creato.

 

Jonathan Simone Benatti 17/07/2024

mercoledì 10 luglio 2024

Un unico punto. Una teoria.

Trovo gioia
nella decadenza della cose:
la transitorietà 
annuncia
ciò che non può essere scosso,
ciò che rimarrà.


L'invasione della felicità,
repentina,
che ogni regione del corpo
colonizza
al ricordo:
conosco l'esultanza
non mentre esperimento il mondo,
ma mentre lo penso nuovamente,
successivamente alla percezione.
Così nasce anche il desiderio.

Se guardo vecchie fotografie
ciò che spinge il mio cuore
a una sommessa euforia
che spilla attraverso i sorrisi
è l'affiorare della memoria.

Eppure non voglio vivere nuovamente quell'istante:
esso è unico nel tempo.

Memoria, desiderio, nostalgia, decadenza,
attesa, speranza, sogno, fantasticare:
la gioia che permane
è il punto
verso cui,
finito il tempo,
tutto convergerà
diventando una cosa sola.

Jonathan Simone Benatti - 10 Luglio 2024









martedì 18 giugno 2024

Come in uno specchio



Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio;
allora invece vedremo faccia a faccia.
(Paolo di Tarso, I Corinzi 13:13)

A volte mi chiedo
se la nostra incapacità di vedere con chiarezza
piuttosto d'essere un prodotto delle ombre o del buio,
non sia in effetti  provocata dall'eccesso di luce
che ci attende.
Alle tenebre gli occhi sono già per natura abituati.
Ciò a cui dovremmo adattarci
è la luce abbagliante
che parola non sa descrivere,
ma che Parola incarnata si fece.


Jonathan S. Benatti - 18/06/2024

lunedì 27 maggio 2024

Stadi dell'esistenza

Che differenza intercorre
tra il mio sguardo e il tuo?

Una sola.

Abbiamo gli stessi occhi,
lo stesso colore d'iride,
ma i tuoi occhi
vedono
con immediatezza
l'Essere in tutte le sue possibilità incommensurabili.

E ciò che per me
è talvolta minaccia
alla mia fragile fede

per te
è assoluto incanto.

Jonathan Simone Benatti - 27/05/2024

mercoledì 8 maggio 2024

(Aspettando di) Viaggiare insieme.



Ci provo a dare una forma ai ricordi,
con la parola. 
Accade che la parola serva a disegnare bozzetti 
che forse hanno senso solo per me che li disegno, 
che forse sono un deposito dove ammasso provviste di ricordi
come in un taccuino
che forse sono solo la semplice espressione
di gratitudine di una vita minuscola come la mia.

Partiamo?
Ti chiedo voltandomi e sorridendo,
cercando corrispondenza
nel tuo sorriso.


Siamo già partiti molto tempo prima,
senza rendercene conto.
O forse sì?
(nelle notti che hanno preceduto 
il nostro primo incontro
ho tante volte prefigurato come sarebbe stato -
sebbene mia sia impegnato
allora ho salutato da lontano
la terra su cui ora cammino).

Quando ho visto il tuo volto
la prima volta
(eri nel ventre di tua madre)
ho immaginato le nostre vite.
Ogni volta che salgo su un mezzo,
per tornare da te
immagino ancora:
come mi accoglierai,
cosa mi dirai,
quale novità avrai scoperto,
come il tuo vocabolario si sia ampliato.
Tutte cose che un padre attende
camminando sulla linea del tempo
cercando di essere precursore.

Nulla, 
neppure il mio più nobile sforzo dello spirito
è profezia affidabile.
L'attesa brulica di immagine vivide,
ma sono tracce
di ciò che è.

Ora che, entusiasta,
esclami "Sì, partiamo",
guardo la strada
e so che i tuoi occhi,
capaci di guardare il mondo
come fosse incontaminato,
sono la mia garanzia
d'essere presente.

Scorgo insieme a te
la mappa del percorso,
ti spiego cosa faremo,
dove mangeremo
e ti racconto che all'arrivo
daremo un bacio tenero
a tua madre.

Tu ripeti contento
e annuisci.

Accendo la macchina
e canto una filastrocca
inventata per te.
Racconta di cose fantasiose
che ti fanno sorridere,
racconta l'esultanza
di un uomo con suo figlio,
una sera di primavera
in viaggio.

Provo a dare una forma a ciò che vivo,
con la parola. Provo persino ad abitare il tempo
in modo ubiquo (passato, presente e futuro tutti insieme).
Attendo e, nel mentre, ipotizzo;
Vivo e cerco di far permanere ogni istante;
Penso e pongo una caparra immaginaria
sul futuro.
Una specie di afasia mi prende:
la gioia è una creatura di Dio
per la quale un figlio di Adamo
fatica a trovare un solo nome.

Jonathan Simone Benatti - 08/05/2024















L' arrivo dell'Autunno

Torni come ogni anno atteso; il mio cuore trabocca di succosa nostalgia per la vita: i tuoi colori luminosi non accecanti conferiscono senso...