martedì 13 dicembre 2022

Su una foto



To love at all is to be vulnerable.
(C.S. Lewis - The Four Loves)


I.

Nasco da un atto di amore,
preceduto - 
come l'attribuzione del nome
che è legame con la storia di altre persone
che amano o hanno tentato di farlo,
(come me,
come te). 

Il paradosso scabroso:
non tutto ciò che si svolge
sotto la sconfinata volta dell'amore
è per definizione
misura di verità.

E' l'oggetto amato
o il soggetto amante
la copula che tiene uniti
soggetto e predicato?

Qual è la misura di un amore? 
Il dolore o la gioia?
O entrambi?

II. 

(Facile scrivere banalità
e dire
cosa sia l'amore)
Il Mistero si assapora,
come suggendo miele;
lo si scopre
passo dopo passo;
non si definisce.

Ho sentito una voce lontana,
per la prima volta.

Qual è il tuo nome? ho chiesto.

Perché mi chiedi il mio nome? Esso è meraviglioso.

Ed ecco
ora ho un nome nuovo,
il nome che mi è stato dato.

Così dischiudo la mia vita
come una città
all'alba.
Puoi scorgere tutto di me
le mie vie e le mie rovine.
Questo sono ora:
nudo e
senza vergogna alcuna
davanti ai tuoi occhi,
davanti al tuo corpo
nudo come il mio.

Vulnerabili
costruiamo sul
solido Fondamento
(verranno la mia e la tua singolarità 
a generare ombre lunghe
a tentare di spegnere il nostro giorno
e noi,
deboli,
continueremo ad appoggiare i piedi
attratti dalla gravità dell'Amore).


Non in me,
ma fuori di me
trovo la chiusura del mio cerchio.

Sono preceduto e chiamato.
Se fiorisco
coraggiosamente
nell'inverno dell'umanità,
per quanto vulnerabile
porterò a compimento
il nome
che mi è stato dato:
Tu.

Jonathan Simone Benatti - 13/12/2022






lunedì 12 dicembre 2022

Elenchi

Ci sono parole
di cui ho paura.

Tremo persino all'idea 
di pronunciarle.

L'elenco:

separazione,
abbandono,
incomunicabilità,
isolamento,
addio.


Temo che il solo atto
di emettere il suono
con le labbra
possa
farle accadere. 

Non è superstizione.
E' il terrore che la loro etimologia
diventi definizione
in me.

Sollevano domande
a cui non ho risposta:

Per esempio come sarebbe il mondo senza le tue smorfie?
Come affrontare il futuro
senza la consuetudine
di certi riti familiari
che prevedono ogni giorno,
fedelmente,
le stesse frasi, 
lo stesso gesto,
lo stesso momento 
per una risata?

(Oltretutto non mi piacciono quelle parole.
Sono una sottrazione,
un'appropriazione indebita
di un diritto costitutivo
che l'Essere ci dona:
stare insieme.)

Come un anziano tendo a ripetermi:
forse perché la saggezza
si conquista 
solo 
con lo scorrere del tempo
quando si capisce che
per correre
bisogna essere leggeri,
portarsi appresso l'essenziale.

Sgravato da zavorre
sono proteso
alla conservazione 
di un elenco alternativo.

Presenza.
Custodia.
Comprensione.
Partecipazione.
Benvenuti.

Jonathan Simone Benatti - 12/12/2022







Non significa. Significa

Il lunedì sono più propenso 
ai pensieri malinconici
(non significa
io sia triste).

Rifletto
sull'ombra
che la luce domenicale
proietta.
(non significa 
io sia un bigotto).

Significa:

aggrapparsi
con tutte le forze 
a ciò che ha un valore 
non soggetto a svalutazione
o alla corrosione.

Significa:

riconoscere
che queste vite 
che mi son date
in solidale compagnia
sono
il bene di questa creazione
in cui dimoro.

Da dove, dunque, la malinconia?

Nella lotta interiore
che ogni giorno sostengo
tra il desiderare
un mondo di permanenza
e la consapevolezza
che tutto passerà.

Come un patriarca
bramo
una città
dalle solida fondamenta
che sia l'esito
del mio cammino
di straniero residente.

Jonathan Simone Benatti - 12/12/2022



Esistenze minuscole

La filogenesi
potrebbe tracciare con esatta cura
la storia che ti ha preceduto
e ricostruire i caratteri,
recessivi o dominanti,
che in te trovano compimento.

D'altro canto
il compito che non può espletare
è narrare il Mistero
che sgorga spontaneo da te:

come tante vite
che ti hanno preceduto
alimentino
il tuo muoversi
e come esistenze minuscole
- la mia,
quella di tua madre
o, ancora,
quella dei tuoi avi - 

siano il suolo sul quale 
la tua storia
diventerà
un'altra significativa
minuscola
esistenza. 






mercoledì 7 dicembre 2022

Spleen

La lastra d'acciaio
del cielo
incide 
precisa e
perpendicolare
il mare.

Qualche stentata nuvola,
come una macchia opaca,
interrompe il riflesso della luce
sulle pesanti superfici.

Là dove avviene l'incontro
tra i piani,
si staglia una piattaforma:
un mostro alto e scarno
che minaccioso e lontano
guarda la riva.

Pochi sono i gabbiani oggi.

L'aria profuma di sale disciolto
e alghe.

E' freddo.
Qualche folata di vento
pianta sul viso
chiodi d'acqua.

Questo giorno di decadenza, 
sornione e lento,
mi affascina
più del clamore estivo
dove la folla indefinita
suda e ride
per dimenticare.

Un giusto silenzio
dove pensare 
a ciò che si perde
ogni volta che non si esce
dalla porta:
per guardare attentamente
all'intricata struttura
della realtà.

Jonathan Simone Benatti - 06/12/2022



martedì 6 dicembre 2022

E comprendo

Che siano le ruote di un monopattino
su cui ti proietti sicuro
o la corsa dietro a una palla colorata,
tu sei vita esuberante.
Affronti ogni giorno
come il sabato
dopo la Creazione:
il mondo e il tempo
cessano di brulicare
e tu danzi libero
da ogni costrizione;
nel tuo vorticare
mi richiami a un ballo
che pensavo di aver ormai dimenticato.

Noi, 
noi che ci consideriamo adulti,
pensiamo spesso
che il dovere sia il nostro compito
precipuo.

Quando ti osservo
crollano i rigidi paletti
del mio pensare geometrico:
il tuo giubbotto rosso,
mentre passeggiamo sulla sabbia,
illumina il cielo grigio di Dicembre
e come un attrattore
concentra, denso,
l'universo 
in questo istante.

E comprendo
che il mio dovere
sia di unirmi 
al tuo incedere.

Jonathan Simone Benatti - 06/12/2022


Un atto di Relazione

Scrivere
è un atto
di Relazione.

Non credo si scriva per sé stessi;
ci si dà:
in una dolorosa apertura
che costringe alla nudità primigenia.
Così, 
nella coraggiosa fragilità
del dischiudersi, 
m'inserisco nella tessitura
dell'Essere
che, come noi,
è fin dal principio
Comunità. 

Jonathan Simone Benatti - 06/12/2022

L' arrivo dell'Autunno

Torni come ogni anno atteso; il mio cuore trabocca di succosa nostalgia per la vita: i tuoi colori luminosi non accecanti conferiscono senso...